
I gendarmi del Garda
Tragicommedia in due atti ed un epilogo
Dobbiamo innanzitutto manifestare il nostro apprezzamento all'Arma dei Carabinieri per quanto quotidianamente fa per la collettività a prezzo di grossi rischi e sacrifici personali. Tuttavia non possiamo tacere isolati comportamenti di singoli che a nostro parere danneggiano prima l'immagine della gloriosa Arma ancora prima dei malcapitati sanzionati ingiustamente. A tal fine abbiamo chiesto l'intervento e l'aiuto del Comando Generale dell'Arma certi che episodi simili non si ripeteranno più ed offrendo la nostra consulenza ed il nostro appoggio per tutti i problemi giuridici riguardanti l'attività subacquea che possano riguardare la meritoria attività dell'Arma.
Atto primo
Ad un gruppo di subacquei, dopo aver regolarmente effettuato una immersione nel Lago di Garda, viene contestata la violazione di una serie di divieti posti da una legge regionale
Non possiamo non notare l'anomalia della contestazione mediante una semplice sottolineatura sul modulo e come siano state contestate tutte le infrazioni possibili, sia pur senza indicazioni in ordine ai concreti elementi costitutivi: a) mancanza di boa di segnalazione; b) sulla rotta di servizio pubblico di linea; c) nei porti od in prossimità dei loro accessi.
I malcapitati presentano le loro osservazioni (pag 1)
(pag 2) deducendo: a) che era sufficiente una sola boa di segnalazione per tutto il gruppo
(è notorio che il contrario, oltre ad essere inutile, è del tutto pericoloso per i probabili aggrovigliamenti); b) che il servizio pubblico di linea non c'era; c) che non erano in un porto nè tantomeno in prossimità di un porto.
Atto secondo
Il competente Comune di Salò accoglie (pag 1)
(pag 2) i rilievi relativi alla sufficienza di una sola boa di segnalazione (d'altra parte la cosa era del tutto ovvia)
e all'inesistenza in quel periodo di un servizio pubblico di linea, all'essere in un porto ma ritiene apoditticamente fondata la contestazione di aver condotto l'immersione in prossimità di un porto.
Deve essere sottolineato come il Comune ha ritenuto sussistente tale violazione solo per la dichiarazione dei subacquei di essere tra la darsena Homerus ed il Porto pubblico di Bugliasco, dichiarazione che dato che i due luoghi
distano parecchio fra loro non aveva alcuna rilevanza in ordine alla nozione di prossimità (che significa minima distanza nello spazio tale da non intralciare manovre di entrata ed di uscita nei porti).
Da notare comunque come la contestazione originaria era relativa, del tutto contraddittoriamente, sia all'essere dentro un porto che in prossimità di esso.
In ogni caso i subacquei producevano documentazione fotografica dei luoghi (foto 1)
(foto 2)
(foto 3)
sostenendo di essere più vicino alla darsena Homerus che al porto di Bugliasco e comunque fuori da qualsiasi possibile rotta che potesse
interessarli ed addirittura fuori da un'area dove potesse essere consentita la navigazione.
Per di più, pur avendo il Comune riconosciuto inesistenti due violazioni su tre, irrogava la stessa sanzione originariamente intimata, rendendo di fatto inutile il ricorso contro due contestazioni palesemente
infondate.
A questo punto per tutelare i loro diritti i subacquei sono stati costretti a proporre i ricorsi al Giudice di Pace di Salò.
Si rimanda alla lettura dei predetti ricorsi per una più puntuale disamina dell'assurdità di tutto ciò.
Epilogo
Con sentenze lette in udienza il 2 dicembre 2003 di cui pubblichiamo la motivazione il Giudice di Pace di Salò ha accolto i ricorsi annullando tutte le sanzioni. In particolare è stato riconosciuto sia che quella darsena non poteva considerarsi un porto, sia soprattutto che la posizione dei sub non poteva intersecare la rotta di alcuna imbarcazione.
E significativamente il Giudice conclude: "se lecita era l'azione compiuta dal ...., è stato illegittimo, invece, il comportamento dei verbalizzanti" !
Domanda
Perchè, dato che alla nostra Associazione sono arrivate altre segnalazioni di accertamenti simili, accanirsi tanto con dei poveri subacquei che cercano di godersi la natura in pace e tranquillità e qualche volta sono essi le vittime
da proteggere ?
Comunque dopo aver reso tale vicenda di dominio pubblico e l'appello al Comando Generale dell'Arma, che ringraziamo per l'interessamento, non sono giunte notizie di ulteriori abusi e speriamo non doverci più occupare di un caso simile.
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